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festival delle residenze

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7 settembre 2014 ore 21,00
Teatro Comunale di Soverato

RESIDENZA LIGEIA (LAMEZIA TERME)
Compagnia Teatrop
la maledizione del sud
Dalla leggenda di Colapesce

Di e con: Pierpaolo Bonaccurso, Fabio Tropea
Musiche: Fabio Tropea
Produzione: Teatrop


La leggenda di Colapesce è uno dei topoi narrativi più famosi e visitati della cultura popolare del sud.
E’ una leggenda siciliana con molte varianti, le cui prime attestazioni risalgono al XIV secolo. Lo spettacolo
presenta è la storia di un piccolo uomo, o forse di un semidio che abbandona le certezze della
vita quotidiana per inseguire il suo sogno.
La storia ambientata in Sicilia in un piccolo paesino vicino Messina, Punta Faro, è arrivata fino a noi
attraverso il vento e il mare.
Molti cantastorie in vari dialetti del sud d’Italia hanno raccontato le avventure di Colapesce in molte
versioni. Accompagnato da un’originale colonna sonora musicata dal vivo con Marimba Didjireedu e
altri strumenti che ripercorrono le sonorità del mediterraneo, l’attore in scena, ispirato dall’incontro
con una cantastorie Siciliana, fa sua questa leggenda e ci racconta in un Gramelot calabro-siciliano
come Colapesce ha salvato la Trinacria dal suo sprofondamento.
Da Colapesce arrivano a noi moderni messaggi di fratellanza, bontà, abnegazione, trasparenza, onestà,
consapevolezza di amare gli altri. L’umile e grandiosa vicenda di Cola può essere per tutti e per
i giovani in particolare il punto di partenza per il tanto auspicato e auspicabile cambiamento, grazie
al Mito. Il cambiamento è un processo fortemente rivoluzionario, perché richiede impegno, sacrificio,
dedizione, passione e onestà mentale. Sicuramente l’arte nelle sue varie espressioni può dare
all’uomo il giusto sostegno. Nella fase compositiva delle musiche, l’esecutore, ispirato dalle mistiche
meraviglie dello stretto di Messina e dalle oscure grandiosità degli abissi marini, ha scelto di utilizzare
alcuni strumenti piuttosto che altri per la qualità timbrica e sonora.
Il “set” di strumenti utilizzati in scena è composto da due tamburi, un didjireedoo, dei bicchieri sonori
intonati con una scala armonica e una marimba, che “recita” la parte più importante.
Sono strumenti dal suono molto caldo e avvolgente che fanno si che lo spettatore si cali insieme all’attore
in quegli abissi che andrà a raccontare, in quella “fantastica realtà” che è la trama fondamentale
della storia e dei suoi personaggi.
Inoltre lo spettacolo nel 2013 si è aggiudicato ben tre premi durante il festival nazionale dell’ARCI
teatro “Avanti attori”: premio del pubblico, premio della giuria come “miglior spettacolo”, premio
“miglior attore”, conquistato da Pierpaolo Bonaccurso.